Si è voluto chiamarla Intrecci quasi a testimoniare il desiderio di mettersi in gioco con altri per tessere una rete di relazioni buone, senza chiusure e senza preconcetti, aperti a misura del mondo. Voglia il cielo che tutti ci sentiamo un po’ coinvolti e intrecciati nel vivere, testimoniare e progettare la pace.
Don Gian Paolo Citterio, Discorso alla città di Rho, maggio 2004

uscita scuolaAnna frequenta le scuole medie di Rho chiede un appuntamento allo sportello “Incontriamoci” perché sta male e perché le sue compagne glielo hanno consigliato. Subito racconta che da qualche tempo si ferisce facendosi dei tagli sul corpo in posti nascosti affinchè non si possano notare.

La motivazione è fondamentalmente la solitudine: dopo un litigio con una sua cara amica, l’intero gruppo di appartenenza l’ha esclusa dalle uscite e a poco a poco si è trovata sola. 

La ragazza racconta nei dettagli le sue azioni di autolesionismo, quasi fosse uno sfogo, tant’è che dopo ogni colloquio dice di sentirsi meglio e di non aver più bisogno di tagliarsi.

Il lavoro con Anna è stato orientato al rafforzamento dell’autostima e della presa di consapevolezza delle proprie risorse personali spendibili nel gruppo dei pari; da sola, riesce ad individuare dei valori che possono e devono caratterizzare le sue relazioni amicali e decide di orientarsi verso un altro gruppo di amici, con cui condivide passioni e interessi e non solo il quartiere.
Nell’ultimo colloquio ripercorriamo la sua storia ed è lei a chiedere di poterci portare la lametta che ha utilizzato in questo periodo “perché tanto non ne ho più bisogno!!”.

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