Si è voluto chiamarla Intrecci quasi a testimoniare il desiderio di mettersi in gioco con altri per tessere una rete di relazioni buone, senza chiusure e senza preconcetti, aperti a misura del mondo. Voglia il cielo che tutti ci sentiamo un po’ coinvolti e intrecciati nel vivere, testimoniare e progettare la pace.
Don Gian Paolo Citterio, Discorso alla città di Rho, maggio 2004

Luigi Cozzi 400pxNel Consiglio d’Amministrazione del 13 settembre, la cooperativa Intrecci ha deciso di intitolare la Bottega del Mondo a Luigi Cozzi.

Già ai funerali avevamo anticipato che Luigi sarebbe restato con noi e ora, d’intesa con gli amici della Cooperativa Cielo, abbiamo trovato un modo per non dimenticarlo e attribuirgli il giusto riconoscimento attraverso un segno pubblico di pace e giustizia nella comunità di Rho.

Per noi che l’abbiamo conosciuto da vicino, che gli siamo stati amici e colleghi, diventa un’occasione per superare la tristezza che ancora ci coglie, quando lo ricordiamo. Dal gruppo Malawi, al gruppo missionario del decanato, all’associazione Caleidoscopio, alla Cooperativa Cielo, alla Cooperativa Intrecci: più di trent’anni per testimoniare un servizio paziente per gli ultimi ed un amore silenzioso per la giustizia. Non sarà facile dimenticare la sua presenza costante, mite e nel contempo tenace, la sua assoluta fedeltà agli impegni presi, il senso di responsabilità operoso, l’obbedienza ai grandi ideali di fratellanza che in lui sono diventati affidabilità sempre e comunque.

Anche per questo ci piace ricordare Luigi come il prototipo dell’eroe della normalità, che si contrappone ai vacui modelli di narcisismo e super-io che vanno oggi per la maggiore.

Ma la speranza non si ferma qui.

Siamo sicuri che la presenza di Luigi sarà protettiva per il bene della nostra città e per gli operatori di pace, giustizia e carità. E quindi anche per la cooperativa Intrecci. Un poco come quella di Don Gian Paolo, che non ha mai smesso di intercedere per noi.

E forse già qualcosa prende forma.

Il funerale di Luigi è stata una straordinaria occasione per rivivere il percorso di una vita di impegni tra tante persone che magari non si vedevano da tempo. Donne e uomini che oggi fanno cose molte diverse tra loro: alcune hanno scelto di intraprendere una scelta professionale sociale ma i più conducono una vita ed una professione normalissima. Sono state sufficienti poche parole per capire che tutti si ritrovano ancora nei valori di carità e di giustizia sociale, con i quali si è cresciuti insieme.

Ecco, Luigi potrà essere un ponte importante tra tutti noi, per tenerci uniti, almeno idealmente, affinché quelle opere, che gli sono state tanto care e per le quali ha speso una vita, possano continuare a dare segnali “scomodi” alla nostra comunità, che sempre più rischia di essere rapita da sirene che parlano di odio, divisione, contrapposizione, muri.

La Bottega è una prima opportunità, con la “fatica” di acquistare prodotti che magari costano di più ma che escono da canali commerciali iniqui. Ma potrebbe non essere la sola. A tutti noi resta il compito di restare vigili a cogliere i segnali del vento della solidarietà, che la creatività sociale saprà ispirarci.

Massimo Minelli

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