Si è voluto chiamarla Intrecci quasi a testimoniare il desiderio di mettersi in gioco con altri per tessere una rete di relazioni buone, senza chiusure e senza preconcetti, aperti a misura del mondo. Voglia il cielo che tutti ci sentiamo un po’ coinvolti e intrecciati nel vivere, testimoniare e progettare la pace.
Don Gian Paolo Citterio, Discorso alla città di Rho, maggio 2004

adama 340Il percorso per arrivare a questa decisione è iniziato lo scorso dicembre attraverso il coinvolgimento della Parrocchia prepositurale. All'interno della chiesa S.S. Pietro e Paolo era stata posta un'urna dove chiunque, fino alla fine di dicembre, poteva inserire il proprio suggerimento. Ne è derivata una rosa di 16 nomi, tra i quali, lo scorso 7 marzo, la Commissione Carità, Missione e Migranti ha individuato quello definitivo.Il percorso per arrivare a questa decisione è iniziato lo scorso dicembre attraverso il coinvolgimento della Parrocchia prepositurale. All'interno della chiesa S.S. Pietro e Paolo era stata posta un'urna dove chiunque, fino alla fine di dicembre, poteva inserire il proprio suggerimento. Ne è derivata una rosa di 16 nomi, tra i quali, lo scorso 7 marzo, la Commissione Carità, Missione e Migranti ha individuato quello definitivo.Il nome è stato scelto in memoria di Adama Kanouté, un ragazzo di 31 anni proveniente dal Mali che ha deciso di togliersi la vita nel maggio 2017 nei pressi della Stazione Centrale di Milano.

La storia di Adama è analoga a quella di molti migranti, costretti a lasciare i propri paesi e i propri affetti per intraprendere viaggi drammatici in cerca di un futuro migliore in Europa. Il suo gesto, frutto della disperazione per l’impossibilità di soddisfare ormai da tempo i bisogni della sua famiglia, è un monito che impone una riflessione sulle parole di Papa Francesco  in occasione della giornata mondiale del migrante e del rifugiato: "accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti e i rifugiati". Il nome è stato scelto proprio per questo. Sollecitare una riflessione sulle parole del Papa che,  declinate nella quotidianità delle nostre comunità, si trasformano in pratiche di buona accoglienza. Nella speranza che, costruendo giorno dopo giorno una società inclusiva e solidale, non si ripetano più vicende drammatiche e dolorose come quella di Adama.

Andrea Papoff

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