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L’Azione cattolica della Parrocchia S.Paolo di Rho ha curato nella settimane scorse alcune schede di riflessione per tutta la comunità. In una di queste è stata realizzata una intervista a Oliviero Motta, presidente della cooperativa. Ecco il testo:

BRICIOLE DI SPERANZA – AVVENTO 2025

Cambiare lo sguardo e mettersi in cammino

I MARGINI AL CENTRO

Nel nostro cammino di Avvento abbiamo accettato di interrogarci sull’essenziale, su ciò che dà valore alla nostra vita, cambiando prospettiva: partire dalle periferie.

Ci siamo messi ancora una volta alla ricerca di Briciole di Speranza, di piccoli semi che stanno germogliando anche vicino a noi, nella città che abitiamo e ci aiutano a scorgere “le cose nuove” nella trama dei nostri giorni.

Abbiamo voluto incontrare, nella sede di Via Madonna, 63 a Rho, Oliviero Motta, Presidente della Cooperativa Sociale Intrecci e responsabile dell’area Welfare di comunità e lasciarci interrogare dalla loro esperienza.

La Cooperativa è nata nel 2003, promossa da Fondazione Caritas Ambrosiana, da un percorso di collaborazione tra diverse realtà del mondo ecclesiale, del volontariato e del privato sociale del Rhodense. Progressivamente si è radicata nelle comunità locali del Nord ovest milanese; nel 2011 la cooperativa sociale Le Querce di Mamre e Intrecci hanno deciso di integrare le loro attività, che si sono così estese a tutta la Provincia di Varese.

L’anno scorso Intrecci ha accompagnato, attraverso i suoi interventi e servizi 7.117 persone.

Condividiamo qui domande e prospettive emerse dall’intervista.

  • Il sito di Intrecci si apre con uno slogan: Mettiamo i margini al centro. Cosa significa?

Definisce in sintesi il nostro lavoro: farsi carico di persone e situazioni che contano poco o nulla e metterli al centro, perché ritrovino dignità, si aprano percorsi; i problemi non diventino l’unico modo di leggere la propria storia ma siano occasione per tirar fuori da se stessi risorse inaspettate.

  • Quanto concretamente si riescono a integrare persone e famiglie?

I progetti avviati sono diversi: Progetti per lo sviluppo della comunità, Laboratori di comunità, Attività di contrasto alla vulnerabilità. Percorsi di educazione finanziaria ed economia personale, Bottega commercio equo e solidale, Gestione degli Empori della solidarietà Caritas, Iniziative di contrasto al Gioco d’azzardo patologico, Inclusione sociale e carcere, Sperimentazioni di welfare culturale, Attività di contrasto alla violenza di genere. Alcuni progetti prevedono percorsi di accompagnamento temporanei, altri percorsi più complessi. Non ci nascondiamo le fatiche e sappiamo di non avere risorse infinite. Sicuramente vale sempre la pena di mettersi in gioco e offrire opportunità di cambiamento. Le persone riacquistano un loro passo, che può anche non coincidere con quello che noi avevamo immaginato.

  • Il vostro lavoro sollecita un cambiamento nelle persone e nelle comunità?

La missione della Caritas è anche uno sforzo pedagogico verso le comunità ecclesiali e la comunità sociale che vivono sul territorio. E’ un percorso difficile ma senza la collaborazione delle comunità non si arriva ad una vera integrazione. Temi quali la casa e il lavoro presuppongono anche la risposta di cittadini che mettono a disposizione alloggi per l’affitto (della cui solvenza si fa garante la Cooperativa) o imprenditori disposti ad assumere persone che vogliono uscire dalla marginalità. Senza collaborazione e condivisione, il lavoro degli operatori sociali rischia di essere isolato e non sufficiente. 

  • La presenza di strutture e progetti sul territorio, sta cambiando nei cittadini lo sguardo verso le marginalità?

Anche tra noi sono presenti molti pregiudizi verso chi si trova in situazioni di marginalità. Facciamo fatica a uscire da stereotipi e generalizzazioni che non ci consentono di vedere il povero o lo straniero come una persona e non come un problema. Non nascondiamo che negli ultimi anni troviamo spesso anche diffidenza nell’esperienza della cooperazione sociale, nonostante essa sia nata nel secolo scorso anche in ambito cattolico. E’ necessario sfuggire alla retorica del “Camminare insieme” e provare a costruire relazioni autentiche, senza nascondere la complessità delle situazioni.

[…]

Per approfondire:

  • Cooperativa sociale Intrecci – Caritas ambrosiana

Volti, progetti, testimonianze.

  • Comunque sia finita ne è valsa la pena: la storia di Guido

Offrire accoglienza a persone senza dimora significa spesso accettare delle sfide. Non sempre certe sfide si possono vincere, e il rischio è di incappare in piccoli e grandi fallimenti. Ma il coraggio di provare rimane essenziale per tentare di capire, migliorare, e cercare di “mettere i margini al centro”.

  • Il vivente, i poveri e la pace. Profezia e modernità di don Primo Mazzolari

San Paolo Edizioni, 2024

Le provocazioni ancora oggi attuali di un sacerdote totalmente libero, guidato dallo Spirito nella sua coscienza e responsabilità, capace di osare senza paura.

  • Arte: Van Gogh vagabondo dell’assoluto

Città Nuova, gennaio 2023

A 170 anni dalla nascita  dell’artista, il suo viaggio verso la piena luce