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Domenica 26 ottobre, in una bella mattinata autunnale, è stata inaugurata casa “Letizia Battaglia” ad Arluno con la partecipazione della cooperativa Intrecci, dell’amministrazione comunale di Arluno, dell’associazione Ucapte e della cittadinanza.

Una inaugurazione particolare in quanto si tratta di un immobile confiscato alla criminalità organizzata che il comune di Arluno ha acquisito e restituito alla collettività attraverso un progetto di housing sociale rivolto a famiglie in difficoltà del territorio e come presidio di legalità in cui svolgere attività culturali rivolte alla cittadinanza.

Si è quindi deciso di spalancare il cancello in modo che le persone presenti potessero vivere una dimensione di festa ma anche di condivisione dello spazio esterno, abbellito dall’esposizione dei lavori di studio e sensibilizzazione sul tema realizzati dagli alunni delle scuole secondarie di primo grado di Rho portati dalla professoressa Clelia La Palomenta e dove è ancora ben visibile il murale dipinto dai ragazzi dell’associazione Ucapte come simbolo di ribellione alla mentalità mafiosa.

Durante l’incontro, dopo il rituale taglio del nastro, Don Massimo Mapelli e il sindaco Alfio Colombo insieme all’assessore alle politiche sociali Matteo Zappa, hanno ripercorso la storia legata a questo immobile evidenziando l’importanza di far vivere i beni confiscati attraverso progetti che coinvolgano le persone in un processo di cittadinanza attiva. Una sfida raccolta dalla cooperativa Intrecci e dall’associazione Ucapte che insieme sono chiamate a gestire e valorizzare questo bene tornato ad essere patrimonio della comunità di Arluno.

Perché scegliere di intitolare un bene confiscato a Letizia Battaglia? Come ha scritto Leoluca Orlando “Letizia Battaglia è stata testimone e voce di denuncia di un tempo in cui la mafia governava Palermo. I suoi scatti hanno contribuito a gridare al mondo l’isolamento di una città e di una realtà avvolte dalla vergogna, dalle connivenze, dal sistema di potere politico-mafioso. Un racconto crudo che ha contribuito giorno dopo giorno al cambiamento…questo cambiamento lo si deve a chi ha dato la vita per combattere la mafia, a chi si è impegnato per promuovere l’idea che un’altra vita fosse possibile e a chi ha fatto di tutto per non permettere che si volgesse lo sguardo altrove” (dal libro “Letizia battaglia. Fotografa come scelta di vita”, Marsilio ed., 2019).