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Domenica 01 Febbraio presso Villa Burba a Rho abbiamo promosso l’evento “Bulldown- la storia di Giada”.

All’inizio dell’evento è stato presentato il nostro sportello psicopedagogico TIME OUT, finanziato dal comune di Rho e presente in tutti i plessi dei 4 istituti comprensivi della città. Lo sportello si occupa di ascoltare, supportare e orientare gli alunni, gli insegnanti e i genitori che vi si rivolgono.

A seguire la presentazione e le letture interpretate del libro “Bulldown. Storia di Giada” nel quale viene raccontata la storia di Giada Canino tramite le parole scritte dall’autrice Claudia Conidi Ridola.

Un importante pomeriggio in cui si è parlato di inclusione e di lotta al bullismo e al cyberbullismo.

“Mi sentivo bene nella mia trisomia 21, cullata dal caldo idromassaggio del liquido amniotico, che mi faceva assaporare già la voglia di nuotare nel mare della vita”.

Inizia così il racconto di Giada.

É accaduto qualcosa di meraviglioso e inspiegabile.

Eravamo tutti sospesi con lo sguardo appoggiato a Giada, ragazza di vent’anni, che ci ricordava che scegliamo noi il modo di affrontare la vita.  Noi, definiti “normodotati”, che a volte ci illudiamo di sapere come devono andare le cose, che pensiamo di avere le soluzioni, di avere maggior raziocinio e che poi in realtà ci perdiamo in un susseguirsi di avvenimenti e ci ritroviamo spesso scontenti e alla ricerca di una felicità che non ci basta mai.

Giada ha riportato chiarezza, ha riportato le priorità: la gioia delle piccole e grandi cose della vita.

Giada, una forza della natura, che oltre a problematiche al cuore ha scoperto il suo più grande nemico: il bullismo.

Ma nemmeno il bullismo può sconfiggere il suo sorriso, la sua dolcezza e la sua voglia di dar voce a tutto ciò che è la sua essenza unica. Giada ha sconfitto e sconfigge tutt’ora il bullismo.

“Trisomia 21, grazie mamma per avermi dato questa compagna di giochi sin dall’idromassaggio, perché ora so che cresceremo insieme e lei mi insegnerà cosa significa volare, quando le ali ancora non ti sono cresciute”

Il cuore in quell’attimo si è fermato e le mani hanno iniziato a tremare. Quante volte nella vita ci perdiamo nella della frenesia, creando pochi spazi d’ascolto verso noi stessi e verso gli altri  e ci giustifichiamo con la scusa del traffico, delle scadenze al lavoro, degli impegni familiari e facciamo così passare una giornata dopo l’altra, faticando a trovare il bello.

Quel bello che Giada ha mostrato senza tanti giri di parole, con colori nuovi e a suon di musica. Lei è riuscita a non perdere quella forza interiore anche nei momenti più duri in cui invece di lasciarsi abbattere ha trovato ancora di più se stessa, mostrandosi per quella che è.

Ha fatto della sua passione la sua ragione di vita, diventando una campionessa di danza sportiva.

In quel tempo, in quell’aula, in quella serata tutto si è fermato.

La frenesia è rimasta fuori dalla porta, i pensieri e i problemi non avevano più un nome, esisteva solo lei e la sua storia.

“Non capivo perché i miei genitori piangessero, mi dispiaceva per loro. Io stavo benissimo e volevo solo sorridere”

Ha illuminato tutto con il suo sorriso. Una ragazza così genuina che ha fatto commuovere tutti i presenti, tra abbracci e cuori donati ai suoi educatori della compagnia E-motivo teatro. Racconta con serenità dalla sua forza nel riuscire a definire il bullismo. Qualcosa che non l’ha fermata ma le ha fatto scoprire ancora di più la sua passione per la danza.

“Dio ci ama per come siamo, allo stesso modo. Così come siamo stati concepiti e formati. Perché lui ha voluto tutto e, anche se a volte ci sembra tutto imperfetto, ogni imperfezione è perfetta nella sua diversità”

Grazie Giada per la tua voglia di vivere che irrompe e ci scuote tutti.

Grazie ai tuoi genitori che ti hanno amato e ti amano per la tua unicità, sono stati d’esempio per tutti i genitori, educatori, operatori presenti.

Grazie a E-motivo teatro per aver dato voce a quelle parole con una sensibilità disarmante

Grazie Intrecci per creare possibilità di incontri come questo.