Durante l’equipe è stato deciso di assecondare il desiderio di alcuni nostri ospiti di poter rivedere il mare; dopo l’attento lavoro organizzativo sul piano sanitario, assistenziale e legale, venerdì tre novembre alle otto del mattino, quattro operatori della nostra struttura e otto ospiti sono partiti verso Jesolo, portando con sé una piccola valigia che racchiudeva dubbi, speranze ed entusiasmo.

aldamerini gitamare 1Durante il viaggio sono state tante le domande, le emozioni e i desideri che ad intervalli venivano espresse dagli ospiti; arrivati al villaggio a Cavallino Treporti si respirava già quell’aria di salsedine e libertà, che ha caratterizzato, attraverso svariate riflessioni e comportamenti, questa vacanza.

Come prima cosa tutti seduti al ristorante per il pranzo, una pizza e una bibita, gli operatori aiutavano a tagliare e distribuire, mentre l’infermiere somministrava la terapia, il tutto fatto con naturalezza e serenità; tutti gli ospiti erano entusiasti di questa tavolata e rispettosi dei tempi di ciascuno.

Ma andiamo a vedere questo nostro mare!

La spiaggia era enorme, ma non così tanto da riuscire a contenere i loro sorrisi: chi passeggiava, chi guardava il mare, chi cercava di capire quanto l’acqua fosse fredda e chi fantasticava su ciò che avrebbe voluto fare giocando con l’acqua, senza dimenticare chi avrebbe voluto mettersi il costume e nuotare.

aldamerini gitamare 2Il tramonto ci accompagna fino agli appartamenti, nei quali, prima della cena ognuno si è occupato di preparare il proprio letto e, senza che gli operatori dovessero dare indicazioni o richiami verbali, suddividersi i compiti per organizzare gli spazi ed aiutare gli operatori per il momento della cena. Dopo la somministrazione della terapia, tutti allo stesso tavolo hanno condiviso timori, felicità ma anche un po’ di euforia per questa nuova esperienza; alle undici erano già tutti a riposare pronti per la giornata intensa che li avrebbe attesi il giorno dopo.
Alle otto c’era già chi si dava da fare per organizzare la colazione, subito dopo ognuno provvedeva, con l’aiuto degli operatori se necessario, alle cure di igiene personale e al rifacimento del proprio letto, tutto eseguito con molta calma e collaborazione da parte di tutti.

Si decide di visitare l’acquario di Jesolo, subito curiosità e stupore da parte di tutti, operatori compresi, gli ospiti sono stati tutti interessati ad ogni vasca e per ciascuna si sono soffermati più tempo a cercare i pesci che contenevano, la visita è durata un ora e successivamente si è deciso di prendere un caffe insieme nella piazza fuori l’acquario; rientrati a casa ci si è organizzati per il pranzo, chi apparecchiava, chi riordinava e chi aiutava gli operatori in cucina, solita fila poi per assumere la terapia.

aldamerini gitamare 3Dopo il riposo pomeridiano ci si dirige verso il centro per una passeggiata tra negozi e vetrine e si sceglie di fermarsi a cenare in un pub, momento molto apprezzato dagli ospiti che permette di farci passare una bella serata. Al rientro a casa vanno tutti a riposare e si svegliano l’indomani con lo stesso spirito di collaborazione ed armonia del giorno precedente.
Dopo la colazione e qualche commissione obbligata, come il timbro della notifica dai carabinieri, si torna in centro per un giro e ultimi piccoli acquisti; a casa poi, dopo il pranzo ed un piccolo momento di riposo ognuno partecipa attivamente al riordino ed alla pulizia dei locali occupati, al caricare le valigie sul pulmino e a smaltire la spazzatura, il tutto sotto una decisa e abbondante pioggia, quasi come se il cielo fosse commosso dal nostro lavoro.

aldamerini gitamare 4Poche e decise sono le conclusioni di questa breve vacanza; siamo partiti con molta voglia ed entusiasmo ma con altrettanti dubbi ed interrogativi che sono svaniti quasi da subito, in quanto abbiamo notato che questa esperienza ha aiutato i nostri ospiti a creare dei rapporti interpersonali tra di loro e a cogliere i bisogni di tutti e degli operatori; ciascuno di loro, secondo le proprie capacità e a proprio modo si è messo a disposizione per aiutare e per offrire ciò che poteva rendendo la vacanza serena, felice e davvero comunitaria. Gli è stata lasciata, durante la permanenza, maggiore libertà di movimento e di scelta che hanno enormemente apprezzato e nonostante questa tenevano gli operatori sempre come punto di riferimento, si allontanavano per vedere ciò che in quel momento era di loro interesse ma si voltavano sempre a cercare lo sguardo o l’approvazione degli operatori ed attendevano rispettosamente il gruppo aiutandosi a vicenda.

Ci sentiamo di concludere con una semplice, profonda ed incisiva frase, scritta dalla persona di cui la nostra comunità porta il nome: “Da queste profonde ferite, usciranno farfalle libere” (Alda Merini)

Catello Abagnale, Stefano Gerelli, Elisa Grimoldi, Gabriele Tassone