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Persone: Salute Mentale

Un incontro come tanti

By 27 Febbraio 2018Aprile 8th, 2020No Comments

 

Bar in piazza. Ti metti al bancone e ordini. Mentre aspetti arriva un signore un po’ trafelato con in mano la gazzetta e sottobraccio altri giornali. Si mette accanto a te, guardando fisso le pagine del quotidiano rosa che stringe tra le mani: “Un caffè lungo lungo con la panna.”

Con il rischio che gli altri giornali gli cadano.
E infatti gli cadono.
Lui si piega e, sempre più’ trafelato, cerca di raccogliere tutto. Gli do una mano. Siamo entrambi
accucciati per terra. Lui si scusa di continuo.
“Sono proprio un disastro”
“Capita.”
“Di essere un disastro?”
“No, dicevo, capita che cadano i fogli. Ecco qua”
“Lo sa che lei somiglia proprio a mia cugina che vive a Voghera? E’ tanto buona e cara”
Rimango interdetta per un secondo, incastrata in questa conversazione a dir poco inusuale ma estremamente gentile.
Il signore continua: “Sì sì, ci somiglia proprio. Le auguro le migliori cose del mondo”.
Scoprii, poco dopo quell’incontro al bar, che quel signore sarebbe stato uno degli Ospiti con i quali avrei lavorato quotidianamente nella Comunità Alda Merini.
Perché vi racconto questo ‘vecchio’ episodio? Semplice. Spesso le persone affette da malattia psichica vengono a priori etichettate come pericolose e dalle quali è meglio tenersi alla larga. Eppure sono da considerare persone affette da ‘sensibilità acuta’.
Ogni qual volta sono con loro e usciamo, mi accorgo che la loro spiccata capacità nel recepire e percepire l’altro supera quelle barriere comunicative dell’era del digitale, che spesso ci distanziano e ci isolano come esseri umani.
Tutti i giorni accompagniamo gli Ospiti in paese e anche al di fuori per sbrigare commissioni, per fare una gita, per fare attività sportive. E l’esito di tutte le uscite ha nello sfondo un minimo comune denominatore: situazioni inusuali, ma di dialogo e interessamento con la gente.
Non siate timorosi se un giorno per strada un signore un po’ imbronciato con la sigaretta in bocca, che parla tra sé e sé, vi insegue. Potrebbe essere solo per restituirvi le chiavi che vi sono cadute.
Potrebbe essere un ospite della nostra comunità.
Gli esercenti di Appiano Gentile, dove si trova la nostra comunità, ci sorridono quando entriamo.
Gli esercenti dei paesi che non ci ‘conoscono’, ci sorridono quando entriamo.
La malattia mentale non è sinonimo di pericolosità ma, come scriveva Coelho:
“…mantenetevi folli, e comportatevi come persone normali. Correte il rischio di essere diversi, ma imparate a farlo senza attirare l’attenzione”.

Simona Malanchin