A poco più di un anno dall’inserimento delle prime famiglie degli appartamenti di Fondazione Casa Solidale (FCS), è arrivato il momento di fermarsi e fare il punto su questo nuovo servizio.

Il progetto è stato avviato a marzo del 2019, da una neonata Fondazione Casa Solidale, espressione dell’impegno e della sensibilità del territorio Saronnese. Nel recente passato era già presente a Saronno un’organizzazione omonima, associazione Casa solidale, che aveva la medesima mission: trovare risposte concrete alle famiglie in situazioni di sfratto. La Fondazione, fortemente ispirata dall’esperienza preziosa dell’associazione, ha voluto recuperarla, ampliandola e integrandola con una nuova lettura di quello che viene comunenente definito disagio abitativo.

In questa nuova ottica l’offerta di una soluzione alloggiativa temporanea e a canone agevolato, si unisce ad un accompagnamento socio-educativo operato da un’equipe che lavora in stretto contatto con gli altri servizi del territorio, dall’ente locale al terzo e quarto settore. L’idea che supporta questa scelta è la consapevolezza che il disagio abitativo raramente è un problema circoscritto e riassumibile solo come “perdita di un tetto sulla testa”; molto più spesso è collegato a problematiche più complesse e profonde che necessitano di un sostegno finalizzato alla presa di coscienza di comportamenti altamente disfunzionali e ad un percorso di ri-orientamento che, partendo dalla casa, attraversa molte dimensioni della vita dei nostri ospiti (il lavoro, la formazione, la gestione del denaro e, in generale, delle risorse familiari, il benessere pisco-fisico, l’educazione dei figli…).

Insomma, in situazioni di questo genere, ciò che può segnare una svolta non può essere solo l’offerta di un riparo, ma l’aiuto ad operare una vera e propria “inversione di rotta”.

E questo è proprio il compito affidato all’equipe di Intrecci impegnata nel progetto di housing sociale di FCS (e quello dei colleghi dell’Area Housing – Luoghi Ospitali e ReteAppartamenti – ognuno con le proprie specificità e competenze): stimolare e accompagnare il cambiamento per potersi re-inserire nel mondo “reale”. Perché perdere la possibilità di mantenere una casa (e un lavoro) per sé stessi e la propria famiglia è un po’ come essere espulsi dalla realtà in cui tutti noi viviamo, ritrovandosi ai margini, quasi “in panchina”. Il passaggio in un progetto di housing sociale significa avere la possibilità di recuperare forze, convinzione e risorse per “tornare in campo”. O almeno per provarci…

Ad oggi le famiglie accolte a Saronno sono due, ma nei prossimi mesi la capienza del progetto passerà da 2 immobili a 5 perché sono attualmente in corso i lavori di ristrutturazione di altri 3 appartamenti e di un piccolo ufficio. Concludere il primo anno di attività con la prospettiva di un ampliamento è molto stimolante per almeno due ragioni: da un lato sono molte le riflessioni che, in questo momento, stiamo condividendo con FCS rispetto alle nuove forme di accoglienza verso cui orientarsi (neo maggiorenni, giovani coppie, famiglie con figli di diverse età). Dall’altro la possibilità di essere una presenza stabile sul territorio permetterà all’equipe di essere un punto di riferimento sia per i beneficiari del progetto, ma anche per coloro che abitano le corti in cui sono inseriti gli appartamenti, nel tentativo di operare non solo per il benessere di coloro che sono accolti, ma anche per tutta la comunità che li circonda e li accoglie.

Federica De Stefano

Info: housingsaronno@coopintrecci.it