Nel mese di Aprile 2020, in piena pandemia, Regione Lombardia bandiva una nuova procedura aperta per potenziare l’attività di prevenzione e contrasto al gioco d’azzardo patologico (GAP) all’interno degli ambiti territoriali di ATS Città Metropolitana. Concentrati sulla faticosa gestione dell’emergenza covid19, abbiamo raccolto la sfida di ATS di alzare lo sguardo e di progettare più a lungo termine su temi apparentemente non connessi a ciò che stava accadendo fuori e dentro i nostri servizi.

Il progetto presentato unitamente a Lotta Contro l’Emarginazione, Comunità Nuova e Ceas per l’ambito di Rho sta iniziando ora a prendere avvio.

Già nel 2018 gli esiti del progetto “Un passo contro l’azzardo”, svolto sullo stesso territorio, avevano fatto emergere oltre ad un grande interesse a diffondere una cultura di prevenzione, un sostanziale bisogno di informazioni e di sensibilizzazione sul GAP. A tal proposito il questionario somministrato alla popolazione over 65 aveva evidenziato una poca consapevolezza sulle categorie di gioco che includono il gioco d’azzardo, una scarsa conoscenza circa i rischi che il gioco d’azzardo comporta, un riconoscimento del problema solo quando si rende evidente (per lo più negli altri) e una reale fatica a chiedere aiuto.

Alla luce dall’esperienza pregressa si sono individuati gli obiettivi del nuovo progetto che, oltre ad aumentare la copertura territoriale delle iniziative attivate dagli Enti sociali in partner con gli altri attori del territorio, vanno nella direzione di aumentare la conoscenza diffusa delle iniziative in atto o attuate dai Comuni rispetto al tema, implementare le competenze sulla tematica di amministratori, agenti di polizia locale e assistenti sociali nonché aumentare la sensibilizzazione della popolazione in merito al gioco d’azzardo e ai rischi connessi.

La sfida raccolta l’anno scorso sta entrando nel vivo e la volontà di raggiungere e agganciare la cittadinanza in questo momento di pandemia ancora in corso, è ancor più alta. Vi è la consapevolezza di dover lavorare in un contesto profondamente mutato, non solo per l’impossibilità di prevedere azioni in presenza ma anche dal punto di vista delle abitudini di gioco e delle fragilità e consapevolezze dei giocatori stessi. A causa delle restrizioni e dell’isolamento sociale il fenomeno si è reso ancora più articolato: l’impossibilità di giocare d’azzardo per una persona con un disturbo specifico può causare un aumento del livello di stress, inquietudine, aggressività, disturbi del sonno al punto tale da inasprire le relazioni già fragili di convivenza forzata. La possibilità di giocare d’azzardo inoltre è stata limitata alle sole lotterie istantanee “Gratta&Vinci” e al gioco d’azzardo on line, rendendo il monitoraggio di tale dipendenza ancor più complesso.

Noi continuiamo a raccogliere la sfida.

Sensibilizzare, informare e formare, anche attraverso percorsi e strategie nuove, sono sempre per noi le azioni chiave per lavorare insieme ai territori: cittadini informati diventano moltiplicatori di prevenzione!

Elena Raimondi
Info: e.raimondi@coopintrecci.it