L’ospitalità presso il Castello dei Missionari Comboniani di Venegono Superiore dei 17 ragazzi soccorsi in mare dal mercantile Asso 25 nel giugno 2019 e accolti dalla CEI, è terminata nel migliore dei modi. Rimane la gratitudine per un’esperienza di senso e di collaborazione positiva tra tutte le persone e gli enti coinvolti, a partire da Caritas nazionale e Ambrosiana.

Gratitudine! è stato questo il filo rosso che ha intrecciato le relazioni, le attività e, in generale, l’esperienza di un anno di accoglienza. Era il 27 giugno 2019 quando abbiamo riaperto i battenti del castello dei Comboniani di Venegono Superiore. Poco dopo il loro arrivo, i 17 ragazzi soccorsi in mare dal mercantile Asso 25 e accolti dalla CEI, hanno chiesto di poter scrivere una lettera di ringraziamento direttamente a Papa Francesco! Un bel pensiero, un segno ricco di significati che riconosce un gesto di umanità; quell’umanità che va oltre tutto, oltre le differenze di fede, ma soprattutto oltre lo sciacallaggio politico e riesce a garantire il diritto all’accoglienza e il diritto alla vita dove spesso le istituzioni non vogliono o non riescono.
E così siamo partiti per percorrere insieme quel pezzo di cammino, quel pezzo di vita, che il destino ci ha regalato.

I ragazzi provenivano per lo più da Senegal e Mali più qualche “infiltrato” del Sud Sudan, della Guinea Conakry, del Gambia e della Nigeria.
La macchina dell’accoglienza venegonese era già rodata da progetti precedenti e quindi è stato relativamente facile rimetterla in moto! Grazie quindi ai Padri Comboniani che hanno riaperto le porte, grazie ai volontari sempre pronti a offrire il loro tempo e le loro competenze, grazie ai colleghi che mi hanno preceduto che, con il loro ottimo lavoro, hanno preparato un terreno fertile per reimpiantare nuovi semi. Rispetto alle accoglienze precedenti però, nel frattempo, era stato emanato il famigerato decreto sicurezza che ha tentato di mettere i bastoni tra le ruote di questa macchina…ma non importa, ci abbiamo provato lo stesso!

Il gruppo era proprio positivo. Volenteroso di mettersi in gioco, ognuno con la sua storia, con le sue difficoltà, con le sue capacità, con i suoi limiti, con le sue ricchezze. C’è stato chi, più intraprendente, è riuscito subito a imparare quel poco di italiano che gli ha permesso di interagire, di farsi conoscere, di cogliere opportunità. Altri invece con più fatica hanno iniziato a seguire le lezioni di italiano proposte dai volontari e successivamente dal CPIA di Tradate e piano piano hanno imparato a cavarsela! Grazie ragazzi perché è sempre sorprendente vedere la forza che avete di rimettervi in gioco!
E poi c’eravamo noi dell’équipe… l’impressione è sempre quella di fare troppo poco! il desiderio è quello di poter fornire la miglior proposta possibile nel rispetto della libertà di ognuno di cogliere ciò di cui ha bisogno. L’obiettivo è cercare di garantire i diritti di cui gli ospiti sono portatori; ricordando che l’accoglienza non è questione di merito ma è un diritto, appunto. La modalità è quella di mettersi a disposizione gratuitamente non cercando gratificazioni personali ma il meglio per gli ospiti. E i ragazzi questo lo sentono; sentono quando fai del tuo meglio, sentono quando sei lì per loro. E ti ringraziano al di là che apprendano l’italiano perfettamente, al di là che trovino lavoro, al di là che ottengano il permesso di soggiorno.

Poi c’è stato il periodo, anomalo per tutti, del lockdown… Paure, difficoltà ulteriori, possibilità di stare insieme e cercare soluzioni ancora più uniti e accomunati da questa pandemia che non guarda in faccia a nessuno. E provare a stare a galla insieme, sulla stessa barca questa volta!
E così, grazie a questo clima positivo, il progetto ha preso forma, si sono portate avanti attività e si sono delineati percorsi vari… Chi cucinava per qualunque festa, chi ti scriveva messaggi sgrammaticati, chi ti regalava magliette di calcio del suo Paese, chi ha trovato un lavoretto per avere un minimo di autonomia, chi è stato tesserato in una squadra di calcio, chi ha ottenuto il permesso, chi sta facendo ricorso, chi ha deciso di andare all’estero, chi è in attesa di tornare nel suo paese con un progetto di ritorno volontario assistito… Ma il cielo è seeeempre più blu!!!
Buona vita ragazzi… Che il vento soffi sempre nelle vostre vele!

Marco Piccione
Per info: d.giacobazzi@coopintrecci.it