Si chiama così il progetto finanziato dalla Fondazione comunitaria del Varesotto, dedicato a bimbi e famiglie. Piccoli gruppi di minori che hanno trascorso insieme la loro prima estate dopo il lockdown. La palla la fa da padrona: finalmente si corre, che meraviglia saltare, lanciare, nascondersi, cercare!

Il progetto Tempi da Integrare, sostenuto da Fondazione Comunitaria del Varesotto, ha coinvolto i bambini dai 6 ai 10 anni delle famiglie ospitate nei servizi di housing di Saronno e Caronno Pertusella che hanno usufruito di un tempo dedicato attraverso l’attivazione di spazi laboratoriali e momenti ludici. Inoltre il progetto ha promosso uno spazio di consulenza per i genitori del territorio attraverso tre incontri su piattaforma social con una psicopedagogista professionista, con l’obiettivo di confrontarsi rispetto alle fatiche e ai timori vissuti durante la fase di lockdown.
Un piccolo progetto che ha messo al centro i più vulnerabili, i bambini, e le loro famiglie.

Il laboratorio estivo ha coinvolto i bambini delle famiglie ospitate nel servizio housing a Caronno Perusella, offrendo uno spazio di due pomeriggi alla settimana per rispondere al bisogno di recuperare la dimensione di socialità tra pari e con adulti esterni al nucleo familiare. Ha di riflesso liberato tempo ai genitori da dedicare a se stessi, impegnati in questi mesi a gestire i figli per tutto il giorno sostituendosi a educatori e insegnanti.
“Ciao, sono già arrivati i miei amici?”, T. impaziente si fa misurare la temperatura e corre nel salone, sapendo che ci sarà un tempo di attesa per espletare con i genitori la procedura di accoglienza in sicurezza anti-covid. Lo aspetta il volontario, T. si siede sul banco in cui è appiccicato il cartellino con il suo nome, e inizia l’interrogatorio: “Cosa facciamo oggi? Giochiamo a…? Posso prendere il gioco di…? Cosa c’è per merenda?”. Nel frattempo arrivano gli altri bambini, il piccolo gruppo è al completo. Si concordano le attività del laboratorio, facendo scegliere a ognuno un gioco da proporre. Le due ore e mezza passano veloci, nel cortile dell’oratorio (chiuso al pubblico); la palla la fa da padrona: finalmente si corre, che meraviglia saltare, lanciare, nascondersi, cercare! Chiaramente poi viene una gran fame e qualcuno inizia a chiedere quando si fa merenda; ma prima tutti in bagno a lavarsi bene le mani, uno alla volta, a distanza fisica e con la mascherina sulla faccia, come scritto sul cartellone delle regole del laboratorio appeso in salone. Dopo aver placato la fame c’è solo l’imbarazzo della scelta: la lettura di una storia di cui inventare il finale, l’uso della plastilina per creare l’animale che mi rappresenta, la costruzione della tartaruga con materiale riciclato, giochi di parole alla lavagna… il tempo del laboratorio è finito, i genitori attendono fuori dall’ingresso, i bambini scelgono un gioco da portare a casa e che riporteranno la volta successiva. Ci si saluta sull’uscio: “allora ci vediamo mercoledì, è stato proprio un bel pomeriggio con i miei amici!”

Barbara Casasola
Per info: b.casasola@coopintrecci.it