Skip to main content

Oggi vogliamo portare all’attenzione una storia di integrazione. E’ la storia di un beneficiario del SAI (Sistema Accoglienza Integrazione) di Rho che, per il proprio impegno e dedizione rappresenta, a nostro avviso, un ottimo esempio di integrazione sul territorio.

Ci sono vissuti che possono essere decisamente esplicativi per la loro forza, in termini di tenacia, e volontà.

È quindi proprio il caso di porre l’accento sulla storia di Mohammed Hossam Saad, un giovane ragazzo egiziano sordo-muto di Dakahliya che oggi ha ventisette anni.

Il percorso comincia pochi anni fa, nell’aprile del 2019, quando Mohammed accetta di partecipare al progetto SAI di Rho. Come tutti i beneficiari del progetto, ha l’opportunità di concentrarsi su quattro macro aree di intervento: sull’aspetto documentale (ottenimento dei documenti necessari per vivere in Italia), su quello sanitario, con l’inserimento nel Servizio Sanitario Nazionale, sull’apprendimento e consolidamento della lingua italiana e nel ricevere supporto alla ricerca di un’occupazione che possa consentire un’indipendenza economica una volta terminato il progetto.

In questo caso la disabilità di Mohammed rappresenta un’ulteriore sfida.

Vale la pena sottolineare come la lingua parlata dalle persone sordo-mute non sia universale, ma – esattamente come le lingue orali – vari da nazione a nazione. Essa sviluppa infatti un proprio vocabolario, nonché una propria sintassi. Ci possono essere delle similitudini tra le diverse lingue usate dai sordo-muti, ma per una persona proveniente dall’Egitto apprendere la Lis (Lingua Italiana dei Segni) risulta significativamente impegnativo.

Mohammed partecipa proficuamente all’apprendimento della lingua dei segni italiana. Già nell’ottobre 2019 frequenta con successo corsi di apprendimento della Lis organizzati dal servizio “No Barriere alla Comunicazione” del Comune di Milano. Frequenta il Laboratorio “Gruppo Arte” e nell’arco di pochi mesi riesce a comunicare proficuamente con i mediatori Lis che prestano il loro servizio per facilitare la comunicazione tra gli operatori SAI e l’assistente sociale del progetto negli incontri programmati. Questo risulta essere uno degli aspetti fondamentali per i quali oggi possiamo dire, con soddisfazione, che Mohammed è riuscito a compiere passi significativi verso l’integrazione in Italia. Poter comunicare agevolmente è infatti indispensabile se si vuole pensare di integrarsi con successo sul territorio.

Durante la sua permanenza all’interno del progetto SAI, grazie anche al supporto degli operatori, Mohammed attiva una serie di passaggi tecnici – dalla Spid all’Isee – che lo facilitano nell’avere maggiori possibilità di successo per una vita indipendente, una volta terminato il suo percorso. E’ importante anche ricordare la domanda avanzata da Mohamed, e poi approvata dall’Azienda sanitaria locale di residenza, per l’esenzione di tutte le prestazioni di diagnostica strumentale, di laboratorio e le visite specialistiche.

Ma il passo più importante Mohamed lo compie nell’impegnarsi a fondo nella ricerca di un lavoro. Fin da subito, nonostante la propria disabilità, Mohamed mostra grande tenacia. Ci sembra doveroso ricordare qui quanto le politiche attive del lavoro siano fondamentali in materia di supporto e inserimento delle persone che presentano disabilità fisiche o mentali o di persone che sono comunque a rischio di emarginazione.

Dopo alcuni mesi di ricerca Mohammed viene quindi assunto dalla Cooperativa Sociale Il “Portico”, una cooperativa sociale di tipo B attiva nel milanese dal 1993. “Il Portico” si occupa proprio dell’inserimento lavorativo delle persone che possono avere difficoltà nella ricerca e nel mantenimento di un lavoro.

Mohammed viene assunto a tempo indeterminato dopo pochi mesi di lavoro grazie alla serietà mostrata. Ad oggi è ancora assunto presso questa cooperativa e, cosa ancora più significativa, una volta terminato il suo percorso nel progetto SAI, Mohammed è stato in grado di acquistare una piccola casa di proprietà. Ciò rappresenta forse il passo più significativo per una persona che intende costruirsi una nuova vita in Italia. Il processo di integrazione non passa solamente e unicamente attraverso un’occupazione lavorativa e l’acquisizione di un immobile, ne siamo ben consapevoli. Integrarsi significa innanzitutto aprirsi agli altri ed essere disponibili a conoscere, e a farsi conoscere. E questa predisposizione Mohammed l’ha dimostrata fin dal primo giorno del suo ingresso nel SAI.

Per questo oggi abbiamo voluto portare all’attenzione la sua storia.

Perché ci sembra utile ricordare che l’integrazione è sempre possibile, nonostante le difficoltà che si possono incontrare lungo il cammino.

La rete dei servizi alla persona risulta fondamentale per tutti. Anche per coloro che non si occupano di emarginazione, disabilità, o persone fragili; perché integrazione significa concedere a tutti la possibilità di partecipare alla vita comunitaria di una società che deve e vuole essere aperta all’accoglienza.

Andrea Bianchi

Il progetto SAI di Rho fa parte del Sistema nazionale di accoglienza e integrazione (SAI), facente capo al Ministero dell’Interno. La titolarità è del Comune di Rho, il quale affida la gestione ad Intrecci, che si occupa dell’accoglienza integrata di rifugiati. I destinatari sono adulti e nuclei familiari titolari di protezione internazionale. Ci sono due strutture comunitarie per soli uomini, quattro appartamenti per nuclei familiari e un appartamento per uomini singoli.  Per ciascun beneficiario si individua un progetto individualizzato che spazia tra diversi ambiti: salute, accompagnamento giuridico, insegnamento della lingua italiana, formazione professionale, borse lavoro, ricerca di una sistemazione alloggiativa e abitativa.

L’obiettivo è la ri-conquista dell’autonomia.

Destinatari delle attività66
TitolaritàComune di Rho
SedeRho – Arese – Pregnana Milanese
Anno di avvio2014
e-mailfutura@coopintrecci.it